Antonietta Gargiulo: Portatemi dalle mie figlie vi prego.

Antonietta Gargiulo accompagnata in una struttura protetta. Per lei team di psicologi.

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Cari amici,
ricorderete tutti la triste storia di Antonietta Gargiulo, 39 anni, ferita a colpi di pistola da Luigi Capasso la mattina del 28 febbraio scorso fuori dalla sua abitazione, a Cisterna di Latina, mentre stava andando al lavoro.

Un quarto d’ora dopo con le chiavi rubate dalla borsa della moglie agonizzante si rifugia all’interno dell’abitazione. Secondo la ricostruzione ufficiale, a posteriori, spara alla più grande delle figlie, Alessia, 13 anni, che è già in piedi al centro della sua cameretta. Poi si reca nella camera matrimoniale: Martina, la piccola di 7 anni, è ancora a letto. Spara di nuovo.

La donna era stata subito portata in ospedale, dove era rimasta per giorni in coma, senza sapere nulla sulla sorte delle sue figlie. Solo quando le sue condizioni erano migliorate alcuni familiari le avevano comunicato la terribile notizia.

Oggi la signora Gargiulo vive in una struttura protetta, della quale non è stato fatto pubblicamente il nome. Qui sta ricevendo anche supporto psicologico, dopo l’omicidio di entrambe le figlie da parte del marito, già iniziato nel corso del 21 giorni di degenza. 

Portatemi dalle mie figlie. Voglio salutarle e riabbracciarle per un ultima volta.

La signora Gargiulo non fa altro che chiedere delle sue due figlie. Da questo momento ha inizio per la 38enne un percorso difficile nel corso del quale sarà costantemente seguita da un team di psicologi che l’aiuteranno ad affrontare l’elaborazione del grave lutto. Ora, dunque, avrebbe già iniziato ad elaborare, con difficoltà, quanto accaduto oltre un mese fa.

Andrea Mavilla

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