Morta dopo la diffusione dei filmini Hard: “chi è causa del proprio male pianga se stesso”

Non ci sarebbero i presupposti per esercitare l’azione penale nei confronti dei quattro uomini indagati.

schermata-2016-11-04-alle-07-17-52

Cari amici,
In queste ore non si parla d’altro che di lei, Tiziana Cantone, 31enne, morta suicida dopo la diffusione di alcuni video hard privati sul web.

La Procura di Napoli ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto in seguito alle denunce della stessa vittima. Secondo il Procuratore Fausto Zuccarelli e il sostituto Alessandro Milita non ci sono infatti i presupposti per esercitare l’azione penale nei confronti dei quattro uomini a cui Tiziana Cantone mandò “volontariamente e in piena coscienza” alcuni video “porno-amatoriali”, in un totale di 6 video, in cui la stessa giovane – CONSENZIENTE – si faceva riprendere mentre faceva sesso con più uomini ed in più occasioni.

La madre della vittima non accetta la richiesta della Procura: 

“Mia figlia non meritava questo. Così me l’hanno ammazzata due volte. Mia figlia era una ragazza dolcissima. UNA RAGAZZA DI SANI PRINCIPI.”

Purtroppo la madre – come molte altre persone – non hanno compreso che la responsabilità della morte di Tiziana Cantone non si può e non si deve attribuire solamente agli utenti della rete. Anzi, tutt’altro. La responsabilità di questa tragedia si deve attribuire all’ingenuità di sua figlia  che, con estrema leggerezza, aveva girato, condiviso ed in fine diffuso, i video che la ritraevano in atteggiamenti indecorosi.

Inoltre, in quei 6 video, Tiziana Cantone non appariva affatto come “una ragazza di sani principi“. Anzi, ami miei occhi – e non solo ai miei – appariva come una ragazza dai facili costumi.

Insomma: chi è causa del proprio male pianga se stesso.

Andrea Mavilla

Comments

comments